Manga 漫画 è un termine giapponese che indica i fumetti di piccolo formato caratterizzati da forti contrasti passionali tra i personaggi.In Giappone il termine indica tutti i fumetti, indipendentemente dal target, dalle tematiche e dalla nazionalità di origine. Il fumetto giapponese include opere in una grande varietà di generi, come avventura, romantico, sportivo, storico, commedia, fantascienza, fantasy, giallo, horror ed erotico.

A partire dagli anni cinquanta il manga è diventato uno dei settori principali nell’industria editoriale giapponese, con un mercato di 406 miliardi di yen nel 2007 e 420 miliardi nel 2009.Benché nata in Giappone, questa forma di intrattenimento è stata esportata e tradotta in tutto il mondo, con una platea internazionale molto nutrita.In Europa e in Medio Oriente il volume di mercato si attesta sui 250 milioni di dollari, mentre in Nord America nel 2008 era stimato sui 175 milioni. Sono principalmente stampati in bianco e nero, ma non mancano pubblicazioni totalmente a colori meno frequenti di quelle in bianco e nero per via dei costi realizzativi più alti che richiede la colorazione. In Giappone sono tipicamente serializzate su riviste dedicate, contenenti più storie, ognuna delle quali viene presentata con un singolo capitolo per poi essere ripresa nel numero successivo. Se una serie ha successo, i capitoli possono essere raccolti e ristampati in volumi detti tankōbon e la serie può ricevere un adattamento animato dopo o anche durante la sua pubblicazione.Gli autori di manga, mangaka, lavorano tradizionalmente con assistenti nei loro studi e sono associati con un editore per la pubblicazione delle loro opere.

Il termine manga, letteralmente “immagini derisorie” fu inizialmente usato alla fine del XVIII secolo in alcune pubblicazioni, come il libro d’illustrazioni Shiji no yukikai di Santō Kyōden, e il Manga hyakujo di Aikawa Minwa, entrambi del 1798; in seguito fu usato da Hokusai, famoso artista giapponese, in Hokusai manga, del 1814 ma il termine non entrò nell’uso comune fino al XX secolo. Rakuten Kitazawa fu il primo disegnatore a utilizzare la parola manga. Altri termini utilizzati in Giappone per indicare i fumetti sono stati toba-e, da Toba Sōjō, artista dell’XI secolo, e punch-e, dalle popolari maschere inglesi Punch e Judy e dalla rivista Punch.

I manga vengono pubblicati in Giappone inizialmente all’interno di grossi albi, stampati in bianco e nero su carta di scarsa qualità; soltanto alcune pagine introduttive sono talvolta a colori e su carta migliore. In ognuno di questi albi vengono raccolte numerose storie a puntate e, tramite un sondaggio fra i lettori, viene verificato il successo delle singole serie, per determinarne la continuazione o l’interruzione; le serie a fumetti che hanno ricevuto un buon riscontro possono poi essere ristampate sotto forma di albi monografici in più volumi detti tankōbon. Si distinguono fondamentalmente tre formati di pagina: il più classico è il B6 (circa 12,5×18 cm), ma sono utilizzati anche, per edizioni più lussuose, l’A5 (15×21 cm) e il B5 (18×25 cm).

Tradizionalmente le serie a fumetti giapponesi hanno una conclusione, diversamente a molte serie a fumetti occidentali. Il personaggio immaginario, protagonista di una serie, al termine di essa, esce di scena e non viene reimpiegato in altre serie. Alcune eccezioni si possono rilevare per personaggi molto amati dal pubblico, che vengono ripresentati in varianti della storia principale, oppure di cui si raccontano episodi accaduti anteriormente all’inizio della serie principale. Spesso il successo di un personaggio di un manga si risolve in una trasposizione più o meno fedele delle sue avventure sotto forma di anime.

La prima rivista per ragazzi, Shōnen Kurabu fu pubblicata dalla Kodansha nel 1914, mentre quella per ragazze, Shōjo Kurabu, dalla stessa casa editrice nel 1923.

In Giappone fumetti e animazione (manga e anime) non sono mai stati considerati solo un genere infantile, come invece avveniva in Italia, almeno fino a qualche anno fa: in questo la mentalità giapponese è sempre stata molto più simile a quella francese che, ad esempio, ritiene il fumetto un vero e proprio genere letterario, adatto a varie fasce di età.Viaggiando sulla JR a Tokyo vi capiterà di incrociare persone che leggono manga mentre nelle edicole o nelle librerie troverete, accanto a quotidiani e riviste, anche un immancabile, e ben fornito, settore manga e anime!