La nostra selezione di libri sul Giappone. Buona lettura-良い読みます!!!

Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone

Viaggio in autostop attraverso il Giappone, seguendo il flusso, da sud verso nord, della fioritura del ciliegio, oggetto di culto nazionale. Il viaggiatore è un profondo conoscitore di questa terra, ci ha vissuto parecchi anni e parla un po’ la lingua. Lo spunto narrativo principale è offerto dai personaggi incontrati facendo l’autostop, una carrellata che va dal professore universitario nazionalista allo studente fricchettone, all’ingegnere della Mitsubishi in vacanza. Divertenti le note sulle diversità linguistiche che, oltre a dire molto sulla cultura nipponica, si prestano anche a equivoci e gag esilaranti. Interessanti le analisi sui modi di interagire dei giapponesi e sul loro culto per i rapporti gerarchici.

I love Tokyo

«I love Tokyo è una canzone d’amore. L’amore mio per il Giappone e per questa città in particolare. Mettere piede a Tokyo è un flash, perché è come entrare nei cartoni animati che guardavamo da piccoli. Le divise alla marinaretta, i dolcetti, le scritte fluo, le ragazze carine, i ragazzi timidi… È tutto esattamente così! Sono stata in Giappone quarantatré volte. Ho deciso di scrivere questo libro perché in questi anni ho fatto da madrina ai viaggi di amici e amiche. Ho disegnato loro centinaia di mappe sui tovaglioli dei ristoranti, ho consigliato dove fare shopping, indicato le strade dove perdersi, i parchi dove riposarsi e, stremata all’idea di dover continuare a farlo, ho detto ‘Ok, lo faccio una volta per tutte!’. Ma l’ho fatto anche per me. Per dare un ordine, anche se mio, a tutto quello che questo posto mi ha dato. E poi perché Tokyo se lo merita. Più di Tokyo amo solo Emi, mio marito. A lui ho chiesto di comporre la musica per questa canzone d’amore. Con I love Tokyo potrete organizzare il vostro primo viaggio, visitare la città senza muovervi dal divano o ritornarci, ricordarla, rivedere sotto altri punti di vista questa meravigliosa capitale asiatica. Vi chiedo solo una cosa: trattatemela bene e amatela come la amo io. I love Tokyo!»

Orizzonte Giappone: Viaggio fra cultura, cucina e natura di un paese all’apparenza incomprensibile

Dalla folla di Tokyo agli orsi dell’estremo nord, dalle giungle delle isole tropicali ai ciliegi in fiore di Kyoto, per arrivare fino al grande vuoto lasciato dal devastante tsunami del 2011 e dal disastro nucleare di Fukushima. Dopo l’incredibile successo della prima edizione, Patrick Colgan ha aggiornato il suo racconto con nuovi materiali elaborati dopo gli ultimi viaggi. Ecco un nuovo capitolo su Kanazawa, una guida ai suoi ristoranti ramen preferiti di Tokyo e un utile glossario per aiutare chi arriva in questa terra per la prima volta a orientarsi tra le mille suggestioni del Paese del Sol Levante.

Le più belle leggende giapponesi: Leggende e creature leggendarie dal Giappone

Questo libro raccoglie alcune delle più belle leggende giapponesi. Nella prima parte sono presenti le descrizioni di spiriti giapponesi, seguiti dalle leggende che li vedono protagonisti. Nella seconda parte sono presenti le descrizioni e le leggende di demoni o altre creature soprannaturali giapponesi. Infine, una serie di leggende che non rientrano nelle precedenti categorie. Questo libro, dalla scrittura semplice, vuole far conoscere alcune fra le leggende giapponesi che più sono presenti nel folclore giapponese.

Ikigai. Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici

Dal Giappone un metodo per giungere alla conoscenza di sé, alla scoperta di ciò che dà senso e realizzazione alla propria quotidianità. Lo scopo? Trovare il proprio ikigai, la propria ragione di vita, e sentire finalmente di condurre un’esistenza piena, soddisfacente e degna di essere vissuta. Ikigai è una parola magica, così magica che non ne esiste una traduzione semplice nelle lingue occidentali. Possiamo definirlo “la ragione di esistere”, “il motore della vita”, o ancora meglio “ciò per cui vale la pena di alzarsi la mattina”. Ognuno di noi possiede il proprio, anche se non tutti ne sono consapevoli: è la premessa fondamentale per vivere una vita sana, soddisfacente e, semplicemente, felice.

L’arte di passare all’azione. Lezioni di psicologia giapponese per smettere di rimandare

Nel suo stile semplice, immediato e pacato, e anche per questo convincente ed efficace, l’autore ci insegna come il segreto della felicità stia nell’accettazione anche di tutte quelle piccole cose che proprio non ci piacciono e che ci pesa tantissimo fare. Imparare a smettere di rimandare e piuttosto fare subito e anche serenamente quel che c’è da fare, senza subirlo e senza farcene condizionare, per toglierselo dai pensieri e passare a quello che davvero ci preme è il metodo rivoluzionario che Krech mutua dalla psicologia giapponese, in particolare da Terapia Morita, Naikan e Kaizen. Con le sue riflessioni, esempi, aneddoti, provocazioni e proposte di azioni solo apparentemente minime o irrilevanti, Krech ci accompagna a cambiare il nostro approccio alla vita stessa, nella convinzione che lo stress più grande ci viene dalle cose che sappiamo di dover fare, ma che continuiamo a rimandare. Presentazione di Haya Akegarasu.

Il libro dei cinque anelli

Uno spadaccino in pellegrinaggio sulla via della scherma, alla ricerca dell’illuminazione e dell’autarchia. Uno dei più grandi samurai del Giappone a confronto con se stesso. Cinque anelli, cinque “cicli” per delineare la strategia del trionfo senza lotta, l’arte della spada senza spada. Un libro con un grande valore psicologico, non soltanto militare. Una strategia efficace non soltanto in battaglia, ma anche quando il nemico è il proprio Sé.

Bushido. La via del guerriero

Nella trasmissione della loro saggezza, i samurai ci insegnano a vivere nel momento presente, a sconfiggere la paura e a non esserne più schiavi. Il maestro Taisen Deshimaru in un suo insegnamento orale disse: “Le possibilità del nostro corpo e della nostra mente sono limitate: è la sorte della condizione umana. Esiste una Via che permetta all’uomo di superare i limiti della propria natura? Di andare oltre se stesso?”. La risposta è il Bushido, la via del guerriero, il cui codice di condotta ha origine nel VII secolo a.C., poi raccolto e accresciuto in diverse fasi storiche a partire dal 1100. Nella vittoria sulla paura della morte, raggiunta attraverso una costante speculazione sulla fine, sull’impermanenza dell’esistenza e sull’importanza di vivere nel momento presente, emergono l’attualità e l’universalità dello spirito samurai. L’apprendimento, la formazione teorica e la filosofia risultano indissolubilmente connesse a forme di insegnamento buddhiste, scintoiste e zen fondate sul rapporto maestro-allievo o a esperienze di vita in cui l’emulazione e la pratica sono incoraggiate e diventano fonte di stimolo a migliorare se stessi. L’unico scopo della vita di un samurai è quello di prepararsi alla guerra. O meglio, alla morte. In questo libro, tradotte dai testi originali, le riflessioni dei più grandi maestri della disciplina.

Hagakure. Il libro segreto dei samurai

Pubblicato per la prima volta nel 1906, ma composto due secoli prima, Hagakure è una delle opere più famose e controverse tramandateci dalla letteratura giapponese. Esso racchiude l’antica saggezza dei samurai sotto forma di brevi aforismi. L’autore, Yamamoto Tsunetomo, vissuto in un’epoca di pace e di conseguente decadenza della figura del samurai, si chiuse in un monastero buddhista, dove per sette anni ammaestrò all’antico codice d’onore il giovane Tashiro Tsuramoto. L’allievo trascrisse le conversazioni avute con il maestro e le raccolse negli undici volumi che compongono “Hagakure”, preziosa testimonianza di un pensiero complesso e positivo, ben diverso dallo stereotipo del kamikaze votato all’annullamento di sé ancora vivo nell’immaginario occidentale. La scelta di aforismi operata dalle curatrici di questo volume mira a far conoscere al pubblico italiano l’attualità e l’universalità dell’etica samurai, e vuole essere un invito alla riflessione e uno strumento per la ricerca inferiore.

La mente del samurai. Il codice del Bushido

L’etica dei samurai, il bushido, o “Via del Guerriero”, è caratterizzata da un misto di onore, calma, coraggio, pensiero strategico e azione decisa. Quell’etica ci viene presentata in questa antologia da Thomas Cleary, uno dei maggiori esperti occidentali di pensiero orientale, che raccoglie testi sul bushido di vari guerrieri, studiosi, insegnanti e consiglieri politici dal quindicesimo al diciannovesimo secolo: una panoramica sulla vita e la filosofia dei samurai, ma anche una raccolta di testi su diverse materie, dalla strategia militare allo sviluppo della personalità, dalla disciplina di vita alla crescita interiore.

La mente senza catene. Scritti di un maestro Zen a un maestro di spada

Takuan Sôhô è una delle figure che meglio rappresentano la nobiltà e la profondità di spirito delle arti marziali giapponesi. Un personaggio che assomma in sé le doti del monaco Zen e quelle del samurai essendo stato Maestro della scuola Rinzai e Maestro di Miyamoto Musashi, il più leggendario spadaccino del Giappone feudale, oltre che amico di un altro leggendario samurai, Yagyu Munenori. Questo suo breve trattato viene letto ancora oggi come breviario – insieme al Libro dei Cinque Anelli di Musashi – anche dai manager e dagli uomini di marketing perché contiene il senso più profondo dell’arte della strategia con un approccio Zen.

Il discorso del demone sulle arti marziali e altri racconti

Profondamente inseriti nelle tradizioni marziali e nel folclore del Giappone, i terribili Tengu dimorano nelle foreste montane del paese. Creature mitiche con lunghi nasi, metà uomini e metà uccelli, i Tengu abitano un mondo al confine tra quello degli uomini e quello dei demoni, ispirano da sempre rispetto e timore, e custodiscono i più occulti segreti dell’arte della spada. Nel “Discorso del demone sulle arti marziali”, tradotto da Issai Chozanshi da un classico del XVIII secolo destinato ai samurai, un anonimo guerriero si reca sul monte Kurama, il regno tradizionale di questi formidabili esseri. Qui incontra una legione di demoni; attraverso una serie di colloqui e discorsi spesso giocosi, essi gli rivelano i principi più profondi delle arti marziali e gli mostrano come i segreti dell’arte della spada impregnino di sé le verità della vita stessa.

La spada che dà la vita. Gli insegnamenti segreti della Casa dello Shogun

Il volume presenta un fondamentale testo di scherma, scritto da Yagyu Munenori nel 1632. La filosofia o psicologia è basata in massima parte sulla “Testimonianza segreta della saggezza immutabile” scritto per Munenori dal suo amico e mentore Takuan. Munenori sottolinea come Takuan l’importanza di mantenere la mente libera dagli attaccamenti o, per usare le sue parole, dalle “malattie” acutizzate da un’eccessiva attenzione alla tecnica o all’idea di vincere. Una ferrea autodisciplina e la comprensione profonda dei principi dello Zen sono le chiavi per diventare un uomo “completo”, un maestro della Via.

Heijoshin no ken – La spada di tutti i giorni: Guida allo studio dello Iaido

Lo Iai è un’arte di combattimento con la spada Giapponese Viene praticata attraverso forme di combattimento (kata) ed ha le sue radici nelle tradizioni Samurai che risalgono a più di 5 secoli orsono. Questo libro ha lo scopo di servire come riferimento ai praticanti occidentali per quello che riguarda tutta una serie di aspetti non evidenti ed in qualche modo nascosti, quali il controllo del corpo, della respirazione, della postura ed il controllo mentale. Dopo una introduzione storica e tecnica, vengono presentati sotto forma di metodo di allenamento esercizi per l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di corpo e mente, esercizi respiratori e tutta una serie di tecniche suggerimenti per un corretto utilizzo della spada. Di seguito viene riportata una lista dei possibili metodi di allenamento, con spiegazioni relative a come utilizzarli. La parte finale è dedicata a come la pratica dello Iaido può essere utilizzata come metodo di miglioramento personale, oltre a riportare suggerimenti e consigli per studenti ed insegnanti.

Iro iro. Il Giappone tra pop e sublime

Dalla voce di uno dei suoi studiosi più autorevoli, un viaggio sentimentale nel Giappone reale e in quello letterario, nato da un amore lungo una vita e raccontato con straordinaria poesia. Iro in giapponese significa colore. Iro iro , raddoppiato, è una miscellanea variopinta, un insieme articolato e sorprendente. E così è questo libro, che accompagna il lettore in un viaggio inaspettato e iridescente attraverso la vita, la cultura e le contraddizioni di un Paese che esprime forse più di qualsiasi altro l’inesauribile varietà delle emozioni, delle atmosfere, dei possibili modi di essere. Scopriamo un popolo capace di provare il più innocente stupore infantile e allo stesso tempo di elaborare inquietanti perversioni; di emozionarsi davanti al glorioso splendore della fioritura dei ciliegi fino a provarne quasi paura; di correre verso il futuro a velocità ineguagliabili ma anche di rinnovare, con una costanza senza tempo, i riti della tradizione più antica. Dalle radici storiche della passione giapponese per il canto a una serata magica in un karaoke bar insieme a una scrittrice famosa; dagli imprevedibili esiti di un esercizio di calligrafia in un monastero al sottile confine che separa realtà e fantasia nelle pagine degli scrittori contemporanei, Giorgio Amitrano – che per molti è la voce italiana di Murakami Haruki e Yoshimoto Banana – ci racconta il Giappone che ha imparato a conoscere e amare, al di là degli stereotipi, dei pregiudizi e delle cieche infatuazioni che da sempre l’Occidente coltiva nei confronti di questo Paese. Ci svela un Giappone autentico, sconosciuto, multiforme: il più vero.

Tokyo Express

In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all’alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d’amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jutaro, vecchio investigatore dall’aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken’ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n’è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov’era intanto lei, l’amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo. Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni – un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti -, Matsumoto ha firmato un’indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone. «Si era appena fatto giorno. Il mare era avvolto in una foschia lattiginosa. Shikanoshima, l’isola dei cervi, si vedeva a malapena, così come il sentiero del mare. Tirava una brezza fredda e salmastra. L’operaio, col bavero alzato e il capo chino, procedeva a passo svelto. Attraversava quella spiaggia rocciosa per arrivare prima in fabbrica, come era sua abitudine. Ma qualcosa di totalmente inatteso attirò il suo sguardo, sempre rivolto al suolo. Due corpi adagiati su una lastra di roccia scura stonavano incredibilmente con quel paesaggio a lui così familiare».

Le ricette della signora Tokue

Sentaro è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tokyo, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentaro confeziona dorayaki – dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki – e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lì dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un’adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all’improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un’anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentaro si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione più gloriosa che Sentaro ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l’anziana signora insegna a Sentaro i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magià: «Si tratta di osservare bene l’aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi». Come madeleine proustiane, i dolcetti giapponesi diventano un pretesto per i viaggi interiori di Sentaro e Tokue, fra i quali si instaura un legame profondo che lascia emergere segreti ben più nascosti e ferite insanabili. Con l’autunno, però, un’ombra cala sulla piccola bottega sotto al ciliegio: quando il segreto di Tokue viene alla luce, la clientela del negozio si dirada e la donna, costretta a misurarsi di nuovo con il pregiudizio e l’ostracismo sociale che l’ha perseguitata per tutta la vita, impartirà a Sentaro e Wakana la lezione più preziosa di tutte.

Non oso dire la gioia

Nella vita di Clara le strade hanno nomi mutevoli, quelli dei pensieri che le attraversano la mente mentre il corpo le percorre. Si perde nella geografia della città così come nel passato da cui è fuggita da ragazza. Sposata a un uomo che non ama, insegue invano una maternità che dia senso al matrimonio e, insieme, alla sua vita. Ma quando ogni speranza sembra persa, Clara si ritrova a compiere un gesto atroce, inaspettato, e nello stesso drammatico istante a realizzare il proprio sogno. Marcel e Jean sono migliori amici. Jean vive l’amicizia con Marcel come una compensazione alla felicità mancata, sempre rimandata nell’infanzia e nell’adolescenza. Marcel, invece, non ha mai conosciuto il padre ed è una voragine quel vuoto. Soggiogato dall’amore soffocante della madre e dalla possessività dell’amico, conduce un’esistenza piatta, insignificante, indegna del suo valore. Poi, però, un giorno per Marcel arriva la gioia, una gioia che quasi non si osa dire ad alta voce. È Momoko, una donna giapponese, anche lei con un segreto doloroso che ha segnato la sua storia personale, eppure determinata a fare della propria vita la loro, rovesciando l’Oriente nell’Occidente di Marcel e insegnandogli un diverso modo d’essere e di amare. Tuttavia la gioia è complicata da gestire, soprattutto quella altrui, e quando appartiene solo a due persone, essa sa scatenare sentimenti d’odio e di vendetta in chi sta loro accanto. Roma e Tokyo, passato e futuro, presenza e assenza si intrecciano indissolubilmente in questo romanzo che, nella crudezza che solo la verità possiede, svela i molti modi in cui si ama e si è amati.

Tokyo orizzontale

Se New York è una mela, Tokyo è un melograno. E dolce e sensuale, ma anche amara. In sé racchiude tanti chicchi, tutti schiacciati l’uno contro l’altro in una forzata convivenza, eppure sempre, inesorabilmente soli. A volte, però, qualche chicco si ribella; così può succedere che quattro giovani si incontrino per caso, una notte a Shibuya, il quartiere più folle della città, e decidano di avvicinarsi per provare a colmare quella invisibile distanza. Qualcuno lo fa per inseguire una favola d’amore, qualcun altro per lenire il dolore di un passato ingombrante, un altro ancora per cambiare vita e non farsi più trovare. Sara, Hiroshi, Carmen e Jun desiderano invece trovarsi, in un incontro che è sesso ma anche qualcosa di più profondo e vitale. È salvezza. È calamita che allontana dall’abisso. È casa. “Tokyo orizzontale” è la storia di un amore sprecato e di uno realizzato, e di una città immensa e piccolissima, insonne e paziente, gelida e sensuale.

Tokyo insolita e segreta

Un parco sopraelevato raggiungibile solo con l’ascensore, una grande muraglia con funzione di barriera tagliafuoco, un canyon in piena città, una statua per guarire dalle verruche, dei bagni di ultra-design, un parco con sport unici al mondo, un albero straordinario che aiuta a smettere di fumare, un grande girasole elettronico, un magnifico tempio moderno nascosto nel cuore di Shinjuku, un sottopassaggio da brivido per i tassisti della città, un enorme edificio a forma di nave da guerra, fiumi nascosti. Lontano dalla folla e dei luoghi comuni, Tokyo alterna modernità e tradizione, conservando il suo patrimonio, tra estetismo raffinato ed eccentricità, e offrendo un gran numero di esperienze insolite. La capitale è ricca di tesori nascosti, che svela solo ai suoi abitanti o ai visitatori che vogliano uscire dai percorsi più battuti. Una guida indispensabile per chi pensa di conoscere bene Tokyo o per coloro che vorrebbero scoprire un volto diverso della città.

Tokyo Monogatari. Racconti di una città incredibile

okyo non è solo templi e manga e questa non è la solita guida che elenca tutti i musei o tutti i ristoranti disponibili. È un’accurata selezione dei posti migliori, visti da un’insider, con consigli pratici e intelligenti. È un insieme di suggerimenti per mangiare qualcosa di veramente locale, per fare shopping e non portare a casa il solito souvenir, per rimanere senza parole, per provare l’inusuale, per non perdere i posti più belli. “Racconti su Tokyo”, Tokyo Monogatari appunto, sono una porta per entrare nella capitale giapponese, per conoscere questa città incredibile, per farne la meta di un viaggio anche solo sognato o per informarsi prima di una partenza già decisa.

Memorie di una geisha

Circondate da un’aura di mistero, le geishe hanno sempre esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? A tutte le domande che queste figure leggendarie suscitano, Arthur Golden ha risposto con un romanzo, profondamente documentato, che conserva tutta l’immediatezza e l’emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l’infanzia, il rapimento, l’addestramento, la disciplina – tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del ‘900, l’hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata. Un romanzo avvincente e toccante, coronato da uno straordinario ritratto femminile e dalla sua voce indimenticabile.

La paura in Giappone, Yokai e altri mostri giapponesi

Il grottesco kappa, l’affascinante tengu, la bellissima yukionna, il fetido, ma pacifico, nupperabo, l’ingannevole e ambiguo konakijiji, i gaki, spiriti degli avari, degli egoisti e degli egocentrici, il gentile Betobeto san, le kitsune, per alcuni, messaggere celesti, il tanuki e gli altri animali mutaforma, il kirin, che anticipa i cambiamenti epocali. Sono solo alcune delle creature animanti il variegato e avvincente mondo degli yokai, dei bakemono, degli oni e degli yurei, le principali figure terrifiche giapponesi. Citando opere letterarie e riportando testimonianze, questo saggio, frutto di un’approfondita ricerca documentaristica e di un’accurata analisi antropologica, illustra con chiarezza un particolare aspetto delle tradizioni popolari giapponesi, legato a tutto quanto è crepuscolare, misterioso, terrifico, nonché, talvolta, commovente e pedagogico. Il testo termina con un’interessante appendice che raccoglie una serie di interviste rilasciate da alcuni abitanti del “paese con otto milioni di divinità”.

Enciclopedia dei mostri giapponesi

State per entrare in un mondo che non è né fiaba né leggenda. Potreste considerare questo, libro una sorta di “elenco degli avvistamenti”, poiché si basa su narrazioni popolari e credenze, ma anche su antichi documenti ufficiali che spesso risultano più inquietanti di un racconto dell’orrore. Questa sorta di bestiario non raccoglie semplicemente le descrizioni delle creature mitologiche del Giappone, ma cerca piuttosto di metterci al corrente degli stati d’animo, delle situazioni e dei luoghi che le hanno partorite, in bilico fra luce e ombra, fra ciò che si sa e non viene detto per timore e ciò che non si sa ma si vorrebbe scoprire. Per gustare queste pagine è sufficiente liberarsi di alcuni preconcetti e lasciarsi guidare in un mondo in cui, per esempio, un oggetto o un animale ottengono il potere di evolversi in creature mostruose se superano una certa età, un certo peso o una certa dimensione; in cui i cani-procione sono i detentori dell’arte della metamorfosi e le volpi hanno abitudini e cerimonie simili a quelle degli esseri umani; un mondo in cui una lanterna stregata può farti perdere la via, o in cui puoi morire dal terrore per aver visto il volto ghignante di una vecchia che lava i fagioli in un fiume; un mondo in cui chiedersi costantemente se ciò che abbiamo visto è reale o il frutto della nostra immaginazione, della nostra paura del buio, della nostra repulsione per lo sporco, della nostra diffidenza per il diverso.

Enciclopedia degli spiriti giapponesi

Il Giappone è il Paese dei Mille Dei: la tradizione vuole che praticamente tutto abbia un’anima, inclusi oggetti creati dall’uomo, rocce e piante. Per districarsi all’interno di una tradizione folkloristica tanto ricca e variopinta, che comprende spiriti della natura, spettri, anime vaganti, demoni e divinità tutelari, ci vuole una guida d’eccezione. Shigeru Mizuki, uno dei primi autori riconosciuti del fumetto giapponese e profondo conoscitore della mitologia del suo paese, torna a raccontarci le storie delle misteriose creature del Sol Levante, in un volume enciclopedico di facile consultazione che ci porta alla scoperta di un universo di spiriti ed entità oscure e divertenti al tempo stesso, romantiche ma anche spaventose.

Fiabe giapponesi antiche

“Ho sempre trovato persone desiderose di ascoltare le bellissime leggende e fiabe del Giappone, e mentre le raccontavo capivo che erano in larga parte ancora sconosciute. Questo mi ha incoraggiato a scrivere per i bambini occidentali.” In questo libro l’autore raccoglie le antiche fiabe giapponesi, inestimabile tesoro, per comprendere una cultura tanto lontana quanto affascinante.

Kojiki. Un racconto di antichi eventi

Il Kojiki prende forma negli ambienti della corte dinastica giapponese tra il finire del VII secolo e l’inizio dell’VIII. In quei decenni fondamentali nella storia del Giappone la centralizzazione del potere politico si accompagna a cruciali cambiamenti nella cultura dominante. Il modello della civiltà cinese tende a diventare egemone in tutti i campi del sapere e a imbrigliare nei propri canoni stilistici anche la lingua scritta ufficiale. Il Kojiki (letteralmente “vecchie cose scritte”) si discosta da questa tendenza omologatrice anche perché la sua scrittura nasce dall’oralità. L’opera dà infatti verosimilmente asilo alla recitazione, forse mnemonica, fatta da Are a Yasumaro che la redige, della revisione di documenti obsoleti “restaurati” su progetto del sovrano Tenmu. Il risultato è un testo in cui troviamo, in germe o già in fiore, forme e contenuti che hanno ispirato molta arte, in primo luogo letteraria, dell’arcipelago. Ed è anche la più antica documentazione esistente della cultura giapponese, una miniera dalla quale hanno attinto informazioni filologi, storiografi antropologi, filosofi, teologi, politici.

La storia di Genji

“Il ‘Genji monogatari’ viene spesso indicato come il primo esempio di romanzo psicologico. Se simili attribuzioni suonano sempre alquanto arbitrarie, leggendolo non si può evitare di avvertire quanto si proceda in profondità nello scandagliare l’animo umano e come il quadro che ne deriva sembri spesso in sintonia con il modo di sentire di oggi. Da questo punto di vista, esso merita a buon diritto il titolo di classico della letteratura universale, sebbene solo di recente, in pratica poco più di cento anni, sia entrato nell’orizzonte culturale occidentale e abbia preso a influenzarlo. La sua modernità risiede nella precisa volontà dell’autrice di non limitarsi a presentare intrecci tali da attirare l’attenzione e distrarre dalle pene quotidiane, ma anche di trasmettere sensazioni e sentimenti nella convinzione che altri possano e debbano condividerli. (…) Da questo punto di vista il collegamento con i grandi romanzi occidentali appare inevitabile, ma ogni forma di confronto, classificazione e competizione si rivela alla fine incongrua. Si può dire che Murasaki Shikibu ricorda nelle sue introspezioni Proust o che il ‘Genji monogatari’ sta al mondo cortese dell’anno Mille come ‘Madame Bovary’ sta al mondo borghese dell’Ottocento. Ma il ‘Genji monogatari’ non può non essere letto, analizzato, se possibile apprezzato, come un’opera profondamente, organicamente medievale. (…).” (dall’introduzione di Maria Teresa Orsi)

Ninja. Il guerriero ombra

I ninja hanno occupato per secoli una posizione di primo piano nella cultura giapponese, a metà strada fra realtà e folklore. Questo volume, arricchito da oltre 150 illustrazioni, racconta la loro storia dalle origini alle ultime missioni di cui si ha notizia. Descrive, in particolare, le abilità che questi guerrieri dovevano possedere, le loro armi e tradizioni, i principi che erano alla base della loro arte di combattimento, il ninjutsu, e le leggende che ancora oggi li circondano. Approfondisce inoltre le loro tecniche, tattiche e strategie, il loro stile e la loro filosofia di vita, la loro organizzazione e l’influenza che hanno avuto su altre culture, presentando infine al lettore accurate ricostruzioni biografiche dei ninja più famosi, un dettagliato glossario e un’esauriente bibliografia.

Lo spirito del Giappone. La filosofia del Sol Levante dalle origini ai giorni nostri

Dalla fine della Seconda guerra mondiale il Giappone è diventato una delle grandi potenze economiche del mondo moderno, i suoi prodotti hanno invaso ogni angolo del globo e tutti hanno almeno sentito parlare dello Zen e dei samurai. Eppure, il Giappone resta ancora sostanzialmente un mistero. Leonardo Vittorio Arena ci guida alla scoperta di questo Paese attraverso la sua filosofia e, insieme, la sua psicologia. Nata nei primi secoli dell’era volgare rielaborando in modo peculiarmente nipponico il pensiero cinese e indiano, la filosofia giapponese non cerca di spiegare il mondo su basi meccanicistiche e scientifiche e travalica il principio aristotelico di non contraddizione: il suo scopo è piuttosto di ricercare la saggezza individuale e l’armonia con il cosmo e la natura. Una lezione che l’uomo occidentale ha bisogno più che mai di riscoprire.