Le insegne imperiali del Giappone (三種の神器, Sanshu no Jingi o i Tre sacri tesori) sono la spada Kusanagi (草薙剣) (che attualmente si ritiene sia una replica dell’originale), la gemma Yasakani no Magatama (八尺瓊曲玉) e lo specchio Yata no Kagami (八咫鏡). Conosciuti come i tre tesori sacri del Giappone, le insegne rappresentano le tre virtù di valore (la spada), saggezza (lo specchio) e benevolenza (la gemma).

Ama no Murakumo (天叢雲剣)

Letteralmente Spada del Paradiso, detta anche Ama no Murakumo no Tsurugi o Kusanagi-no-tsurugi, è una spada leggendaria appartenente alla mitologia shintoista giapponese.

Leggenda

La storia della spada si estende nei fumosi territori del mito. Secondo quanto narra l’antico testo Kojiki, il dio del mare e delle tempeste Susanoo incontrò nella regione di Izumo una famiglia disperata: i genitori avevano perso sette figlie sacrificate al malvagio mostro a otto teste Yamata no Orochi, che richiedeva vergini in sacrificio in cambio della promessa di non devastare la provincia, e adesso rischiavano di perdere anche Kushinada, ultima esponente della loro famiglia.

Invaghitosi della giovane, a causa della sua bellezza così delicata e della sua eleganza, Susanoo ideò un piano per sconfiggere il mostro, in cambio della possibilità di sposarla: trasformata Kushinada in un pettine, ordinò che fossero raccolti otto barili di sakè, da disporre di fronte alla casa della ragazza, dove Yamata no Orochi sarebbe giunto per reclamare la vergine.

Mentre Susanoo si nascondeva in una vicina foresta, Yamata no Orochi giunse di fronte alla casa di Kushinada, e qui trovò gli otto barili di sake e non poté far a meno di ubriacarsi, finché ogni testa cadde addormentata. Solo quando tutte le teste del mostro scivolarono in un sonno profondo, Susanoo abbandonò il suo nascondiglio e le recise, uccidendo il drago leggendario.

Un’altra versione della leggenda, invece, racconta di come Orochi fosse sì ubriaco, ma anche sveglio quando Susanoo giunse. Ne seguì un combattimento che durò per ore, deciso alla fine solo dalla stanchezza e dalla mancanza di lucidità del mostro, che ne decretarono la sconfitta.

In ogni caso, Susanoo uccise Yamata no Orochi e dopo aver tagliato le otto teste, iniziò a recidere le code del mostro. Sempre secondo il mito, riuscì a tagliare le prime sette senza difficoltà, ma quando giunse all’ottava coda, la sua spada impattò contro qualcosa di molto resistente. Fu così che Susanoo trovò la spada Ama no Murakumo (in seguito chiamata Kusanagi) nella coda maggiore del drago. Altre varianti della stessa leggenda sostengono che la coda dove era celata la spada fosse, in realtà, la quarta e non l’ottava.

Un’altra versione della leggenda narra che, dopo l’uccisione di Yamata no Orochi, Ama no Murakumo fu consegnata alla dea del Sole Amaterasu, sorella di Susanoo, come dono di riconciliazione per appianare un antico diverbio.

Generazioni dopo, nel regno del dodicesimo imperatore, l’imperatore Keikō, la spada passò nelle mani del grande guerriero Yamato Takeru, come dono della zia, la principessa Yamato, Vergine del Tempio di Ise, per proteggere il nipote dai pericoli che il giovane avrebbe dovuto affrontare durante una spedizione contro gli Ainu.

Sempre secondo questa versione, Yamato Takeru cadde in un’imboscata in un pascolo, durante una spedizione di caccia, organizzata da un perfido signore della guerra. Costui, utilizzando delle frecce infuocate, intrappolò l’eroe in un cerchio di fuoco e nel frattempo uccise il suo cavallo per impedirgli la fuga. Disperato, Yamato Takeru cercò di usare la spada per impedire alle lingue di fuoco di raggiungerlo e con grande stupore scoprì come l’arma avesse il controllo sul vento. Questa magia gli permise di crearsi un varco fra le fiamme, salvandogli la vita. Da allora, Yamato Takeru chiamò la spada Kusanagi, che letteralmente vuol dire Spada Falciatrice d’Erba.

Questa parte della leggenda, dunque, spiega le origini del nome della spada. Tuttavia altre versioni sostengono che in realtà Kusanagi significhi semplicemente Spada del Serpente in quanto, in antico giapponese, kusa vuol dire spada e nagi serpente.

Yasakani no Magatama (八尺瓊曲玉)

Yasakani no Magatama (八尺瓊曲玉 o 八坂瓊曲玉, letteralmente Giada di Yasakani) è uno dei tre sacri tesori imperiali giapponesi insieme alla Spada del Paradiso (Ama no Murakumo) e allo Specchio Sacro (Yata no Kagami). Nella mitologia giapponese questo gioiello, insieme allo Specchio Sacro, venne appeso ad un albero al di fuori della caverna dove Amaterasu, dea del sole, si era nascosta facendo piombare il mondo nell’oscurità, per attirarla fuori. Si suppone sia una collana composta da pietre di giada Magatama e non una gemma solitaria come sostenuto nelle credenze popolari. Stando alla leggenda essa è racchiusa nel Palazzo Imperiale di Tokyo.

Nella cultura popolare la Gemma di Yasakani viene raffigurata come una sfera dalle dimensioni di una palla da baseball con una coda, simile ad una virgola tridimensionale, attraversata da un foro nel centro. È comunemente ritenuto che l’originale Yasakani no Magatama sia stata in qualche modo rotta e rielaborata nella sua forma attuale di collana di giada nonostante sia importante sottolineare che non ci sono prove storiche di questo; anche perché questa viene presentata solamente all’imperatore in una cerimonia non pubblica quando questi sale al potere ed è nota solamente a quest’ultimo e ad alcuni sacerdoti addetti appunto alla presentazione della stessa.

Yata no Kagami (八咫鏡)

Letteralmente ” lo Specchio Sacro ” è uno specchio di bronzo, uno dei tre sacri tesori che costituiscono le insegne imperiali del Giappone. Si dice che sia conservato nel tempio di Ise, nella prefettura di Mie, in Giappone, ma il divieto di accesso al pubblico rende difficile verificarlo. Si tratta presumibilmente di un manufatto risalente all’età del bronzo, proveniente dalla Cina o dalla Corea. Lo Yata no Kagami rappresenterebbe simbolicamente la saggezza o l’onestà.

Secondo una leggenda shintoista, questo oggetto venne appeso ad un albero insieme alla gemma Yasakani no Magatama dalla dea Ama-no-Uzume per stanare Amaterasu, la dea del Sole, che si era nascosta in una grotta per sfuggire al fratello Susanoo e aveva così gettato il mondo nell’oscurità. Amaterasu vide la sua immagine riflessa nello specchio e ne rimase così stupita che gli altri dei poterono portarla fuori dalla caverna. Lo specchio e la gemma furono poi regalati, insieme alla spada Kusanagi, al nipote di Amaterasu, Ninigi-no-Mikoto, quando questi partì per pacificare il Giappone. Da allora il tesoro passò nelle mani della casa imperiale del Giappone.

Dal 690 d.C., durante la cerimonia di insediamento sul trono imperiale, i sacerdoti del tempio presentano questi tre oggetti all’imperatore. Questa cerimonia non è pubblica e gli oggetti, per tradizione, sono visti solo dall’imperatore e da determinati sacerdoti. Per questo non ne esistono fotografie o disegni conosciuti.

Un’altra leggenda vuole che sia stato tenuto in mano da Izanagi (una delle due divinità creatrici del Giappone, insieme ad Izanami), da cui nacque Amaterasu.

Ubicazione e simbologia

La spada si trova al tempio di Atsuta a Nagoya, lo specchio al tempio di Ise nella prefettura di Mie e la gemma al Palazzo imperiale di Tokyo. Dal 690 la presentazione di questi oggetti all’imperatore da parte dei sacerdoti del tempio è la parte centrale della cerimonia di insediamento sul trono imperiale. Questa cerimonia non è pubblica e gli oggetti, per tradizione, sono visti solo dall’imperatore e da determinati sacerdoti. Per questo non ne esistono fotografie o disegni conosciuti.

La nascita di un mito

Secondo la leggenda, questi oggetti furono portati da Ninigi-no-Mikoto, il leggendario antenato degli imperatori giapponesi, quando la nonna, la dea del sole Amaterasu, lo inviò per pacificare il Giappone. Successivamente divennero il simbolo della divinità dell’imperatore, considerato il discendente di Amaterasu e come tale legittimato ad essere il supremo governatore del Giappone.

Quando Amaterasu si nascose dal fratello Susanoo entrando in una caverna, gettando così il mondo nell’oscurità, la dea Ama-no-Uzume appese fuori dalla caverna la gemma e lo specchio per attirarla all’esterno. Avvicinatasi Amaterasu vide la sua immagine riflessa nello specchio e ne rimase così stupita che gli altri dei poterono portarla fuori dalla caverna. In seguito Susanoo si scusò con Amaterasu regalandole la spada Kusanagi, che aveva estratto del corpo del drago a otto teste Orochi.

Durante il Periodo delle dinastie del Nord e del Sud (Nanboku-chō, dal 1336 al 1392) il possesso delle insegne regali da parte della dinastia del sud ha indotto i cronisti moderni a considerarla come la dinastia legittima per quanto riguarda la successione imperiale.