Le volpi, o kitsune, si trovano in tutto il Giappone e sono identiche alle volpi selvatiche trovate in altre parti del mondo, a parte i loro incredibili poteri magici. I loro volti carini e le dimensioni ridotte li rendono particolarmente amati dalla maggior parte delle persone.

Esistono due principali varianti di kitsune. Le volpi benevole sono servitori della divinità shintoista Inari, e i santuari di Inari sono spesso decorati con molte statue e immagini di volpi. Fungono da messaggeri degli dei e medium tra il mondo celeste e quello umano. Queste volpi proteggono spesso gli umani o i luoghi, fornendo buona fortuna e allontanando gli spiriti malvagi. Più comuni sono le volpi selvagge, a volte malvagie, che si dilettano di malizia, scherzi o malvagità. Di solito sono i soggetti di storie in cui le volpi ingannano, o addirittura possiedono esseri umani e fanno sì che si comportino in modo strano. Nonostante questa natura apparentemente malvagia, di solito mantengono le loro promesse, ricordano le amicizie e ripagano i favori fatti per loro. La principale caratteristica fisica che contraddistingue le kitsune è la grande quantità di code che esse possiedono. Maggiore è l’età di una volpe, maggiore sarà il numero delle code cui essa potrà disporre, fino a un massimo di nove. Di conseguenza, un gran numero di code sta a indicare una volpe più anziana e potente; alcuni racconti popolari narrano che solo le volpi ultracentenarie possano ambire al numero massimo di code. I miti più conosciuti narrano di volpi a una, cinque, sette, o nove code. Quando una kitsune ottiene la sua nona coda, il suo manto diviene di colore bianco o oro. Queste kyūbi no kitsune (九尾の狐 volpi a nove code) acquisiscono anche l’abilità di vedere e sentire qualsiasi cosa accada in ogni parte del mondo (onniscienza), e altri racconti attribuiscono loro infinita saggezza.

Kitsune al Fushimi Inari di Kyoto

La maggior parte dei racconti di kitsune riguardano le volpi che puniscono i preti malvagi, i mercanti avidi e gli ubriaconi presuntuosi. Lo fanno confondendo i loro bersagli creando suoni e illusioni, rubando o umiliandoli pubblicamente. Alcuni disturbi mentali sono stati attribuiti al possesso da kitsune (noto come kitsune-tsuki). Si dice che misteriosi fuochi fatui e strane luci nel cielo siano causati dalla loro magia, e siano conosciuti come kitsunebi, o “fuoco di volpe”.

Le Kitsune sono estremamente intelligenti e molto potenti. Spesso tormentano gli umani trasformandosi in giganti o altri terribili mostri, a volte solo per scherzi e, a volte, per altri scopi nefandi. Sono abbastanza abili da trasformarsi persino in esseri umani prendendo perfettamente la forma del bersaglio designato, spesso appaiono sotto le spoglie di belle donne umane per in modo tale da far cadere nel proprio tranello i giovani uomini. In più di un’occasione ciò ha portato al matrimonio con un umano inconsapevole. Alcuni kitsune trascorrono la maggior parte della loro vita in forma umana, adottando nomi e costumi umani, assumendo lavori umani e persino allevando famiglie. Quando vengono spaventati, ubriachi o distratti, occasionalmente parte del loro travestimento magico può essere visto dall’occhio umano, la vera natura della kitsune può essere rivelata da una coda, una chiazza di pelo, zanne o qualche altra caratteristica vulpina.

Sanbi no Kitsune (Onmyoji)

Le kitsune sono molto comuni anche nelle opere contemporanee come manga e anime. L’opera che più trae ispirazione da tali figure è Naruto di Masashi Kishimoto: tra i cosiddetti cercoteri vi è la Volpe a Nove code, chiara reinterpretazione della creatura mitologica, ma anche lo stesso protagonista Naruto Uzumaki, al cui interno è sigillato lo spirito di un demone volpe, ha in comune con la kitsune alcune caratteristiche quali l’aspetto fisico, il temperamento impulsivo e avventato abbinato ad abilità da stratega e capacità di prendersi gioco dei nemici, oltre alla possibilità di mutare il proprio aspetto. In InuYasha di Rumiko Takahashi il personaggio di Shippo, uno dei principali dell’opera, ha le fattezze di un bambino con la coda da volpe, ed è capace di mutare aspetto a piacimento. Il manga Kajika di Akira Toriyama narra la storia di un ragazzo dotato di poteri soprannaturali che viene maledetto dopo aver ucciso una volpe: egli viene privato di parte dei suoi poteri e trasformato in un ragazzo-volpe, e per poter riacquisire le vere sembianze è costretto a salvare almeno mille vite umane.  Altro personaggio che lega la sua figura al mito della kitsune è Shuichi Minamino, uno dei protagonisti dell’opera di Yoshihiro Togashi Yu degli spettri, dove è la reincarnazione di una kitsune di nome Yoko Kurama. Nel manga Ushio e Tora di Kazuhiro Fujita una kitsune che si fa chiamare “la maschera bianca” è il vero nemico della coppia protagonista. Altre opere giapponesi in cui si fa chiaro riferimento alla kitsune sono l’anime Digimon, in cui la creatura Renamon è ispirata alla figura della volpe a nove code, e svariati manga tra cui Kitsune hajimemashitaKitsune no akuma to kuroi madōshoKitsune no tama yobaiKitsune no yomeiriKitsune to aburageKitsune to atoriOkitsune no hanayome e Okitsune-sama de chu.

 

Kurama, volpe a nove code nell’anime Naruto Shippuden