Il palazzo imperiale di Tokyo (皇居 Kōkyo, “residenza imperiale”) è la residenza ufficiale principale dell’imperatore del Giappone. Il palazzo è inserito all’interno di un piccolo parco situato nel quartiere centrale di Chiyoda, vicino alla stazione di Tokyo. All’interno del complesso sorgono diverse strutture tra cui il palazzo Kyūden (宮殿), residenza privata della famiglia imperiale.

Complessivamente il palazzo e i suoi giardini, che si estendono su una superficie di 23.000 m², in passato sono stati valutati per una cifra superiore al valore di tutti gli immobili della California.

Piccola torre di guardia ai giardini Imperiali

Storia

Durante il periodo dello shogunato il palazzo era noto come castello di Edo (Edo è il vecchio nome di Tokyo) ed era la residenza dello shōgun. In seguito alla restaurazione Meiji, lo shogun Tokugawa Yoshinobu fu costretto ad abbandonare tale residenza e nel 1868l’imperatore Mutsuhito lasciò il Palazzo imperiale di Kyōto per trasferirsi nel castello di Edo, rinominando la città Tokyo e modificando di conseguenza anche il palazzo.

La notte del 5 maggio 1873 un incendio divampò nel castello e distrusse il palazzo Nishinomaru (residenza dell’imperatore ed ex-residenza dello shogun); sul terreno rimasto sgombro venne iniziata la costruzione del nuovo palazzo che fu ultimato nel 1888. In precedenza altri grandi incendi avevano distrutto intere aree del complesso.

A causa degli incendi e dei terremoti durante il periodo Meiji, il castello mutò completamente il suo aspetto; uno dei particolari più significativi è la sostituzione dei ponti in legno con altri in pietra e ferro. L’architettura del palazzo venne completamente ridisegnata seguendo lo stile nazionale negli esterni mentre si usò una commistione di stile giapponese ed europeo negli interni.

Tra la fine del regno dell’imperatore Yoshihito e l’inizio di quello dell’imperatore Hirohito al palazzo vennero aggiunte nuove strutture costruite in cemento.

La notte del 25 maggio 1945 gran parte del palazzo venne distrutto dai bombardamenti alleati nel corso della seconda guerra mondiale e fu in seguito ricostruito.



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